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skinFinalmente è arrivato il master ufficiale di SKIN il primo lavoro dei Talkin Project. Il gruppo, che consolida la partecipazione di Simone Salza come guest star fissa, presenta un lavoro ambizioso che JazzUp ha candidato al premio Best LP of the year per il miglior album del 2012. L'album scritto a quattro mani da Marco Brama e Simone Salza, è composto da 12 tracce che sono una sorta di percorso futuristico nel mondo della musica strumentale. L'arrangiamento di Marco Brama è estremamente ricercato e presenta una sonorità del tutto personale difficile da definire e che aggiunge finalmente qualcosa di veramente nuovo alla musica contemporanea. Ogni brano è ulteriormente esaltato dall'esecuzione magistrale di Simone Salza che dà prova di grande maestria strumentale in ogni brano, dimostrando di essere uno dei migliori sassofonisti contemporanei capace di creare dei veri ricami con i suoi sax e con l'ewi. Ogni brano è sostenuto dall'energia del basso elettrico di Cecilia Nappo, grande promessa strumentale italiana e dai solo di piano, rhodes e synth di Marco Brama decisamente raffinati e lontani da qualsiasi clichè.

I BRANI NEL DETTAGLIO
1- Skin Il brano proietta subito l'ascoltatore in un punto indefinito della musica e ad un livello molto alto. Una batteria secca e ipnotica, che strizza l'occhio a "New Position" dei Revolution, e un giro Blue's non tradizionale fanno da contraltare ad una melodia essenziale che si intreccia con uno dei giri di basso più intriganti degli ultimi anni: semplicissimo ed ipnotico. Un solo di synth incredibilmente espressivo (grazie al sapiente uso di cutoff e risonanza) anticipa uno dei soli di sax più belli e articolati degli ultimi anni. Molto bella la chitarra ritmica di Angelo Piferi De Simoni che ha partecipato a questa traccia utilizzata anche come colonna sonora per lo spot del Wall Street Institute.
2- Part time Il secondo brano, con un ritmo lento e penetrante, inizia solo con cassa, rullante e basso ... poi è tutto un attimo! Un'introduzione nella miglior tradizione di Duke Ellington o nel miglior arrangiamento di Clar Fisher apre il tema principale dove l'alto di Simone crea un'atmosfera magica. L'inciso, in cui si alternano i soli di rhodes, synth e sax, è un viaggio che non vorremmo finisse mai.
3- Help Il divertimento puro, trovare l'essenza della musica in un brano veramente folle. Una melodia a tratti puramente cromatica che osserva divertita gli anni '70 si adagia irriverente tra dance e bossa nova. Simone Salza che si cimenta al sax tenore, tira fuori un'energia da far impallidire Maceo Parker. Un unico giro di basso, un'unica tonalità nella migliore tradizione nera di Minneapolis e un finale spiazzante affidato al solo di rhodes che in 30 secondi armonizza l'armonizzabile segnano un altro hit per i Talking Project. Geniale!
4- Alone Una perla rara. Il titolo - in italiano "Solo" - introduce un'atmosfera malinconica e profonda dove l'alto di Simone dà i brividi. Immaginiamo una New York distratta e caotica, dove un musicista canta alla luna la sua follia e il suo dolore. Un brano bellissimo, ancestrale, incredibilmente classico eppure innovativo nella sua struttura rarefatta e sapientemente giocata sulla seconda minore. L'arte della fuga trova nuova linfa vitale in un intreccio magico tra basso, sax e piano.
5- One day I Talking Project si divertono a giocare ancora e stavolta lo fanno con l'armonia in un brano che spazia temporalmente e geograficamente senza mai esagerare. Un componimento complesso con una parte centrale scoppiettante e pirotecnica sottolineata da un basso che è una certezza in ogni nota. Un momento di grande musica e di grandi esecuzioni strumentali che "sembrano semplici", tanto sono fluide, ma non lo sono. Grandi!
6- Blue Una melodia molto bella ed elaborata eseguita dal sax alto di Simone dal timbro e dai dettagli unici che sfocia in un solo bellissimo, raccontano l'esperienza di un grande musicista. Il basso morbido e pulito di Cecilia Nappo e il rhodes di Marco Brama che rende omaggio al miglior progressive in uno dei momenti più belli del brano, rendono questa composizione un momento importante, un punto che chiude quello che è stato presentato fin qui.
7- Ever 123 Il primo rilancio musicale del disco è affidato a questo brano. L'album, che fino a qui non ha smesso di crescere, stavolta lo fa in modo dirompente con un grande balzo e una virata di stile spaziando nell'elettronica. Il brano, le cui atmosfere portano lontano, poggia tutto su armonie affidate a dei synth vicini al mondo minimal utilizzati in armonizzazioni jazz. Decisamente inconsueto! Un giro di basso bellissimo e molto particolare, eseguito perfettamente da Cecilia, accompagna il solo di Simone, che sposta l'accento in una dimensione parallela fatta di cromatismi spezzati e salti inattesi, esaltati da un timbro di ewi mai utilizzato prima in un disco.
8- Istanti Il cuore temporale del lavoro è Istanti, un brano veramente particolare, a tratti cupo, a tratti malinconico. Una sorta di loop che potrebbe girare in eterno rendendo giustizia al concetto di minimal trip hop di "Protection" dei Massive Attack. Un brano fatto di cenni e di ripetitività montate a mo' di contrappunto. L'ennesimo bellissimo giro di basso che, come di consueto, si incastra a perfezione con il sax soprano e il rhodes. Solo due piccole varianti armoniche maggiori aprono il brano a spazi musicali più sereni dove prima il sax poi il synth mettono una firma importante.
9- Magic Bean  Un po' di sana violenza non fa mai male! Il "fagiolo magico" dei Talking Project cresce e cresce ancora! Il funk e la sua energia sono incarnati alla perfezione! Un sax ancora una volta poderoso conferma la grandezza di Simone anche al tenore. Il basso graffiante e profondo di Cecilia, segue il solo di piano elettrico distorto di Marco Brama veramente unico! Suonato per la prima parte come una chitarra elettrica, sfocia in un finale di martellato pianistico velocissimo e violento come non immaginavamo! Incredibile! Batteria in 4 all'ennesima potenza! Energy Inside! Da notare la chitarra ritmica di Angelo Piferi de Simoni.
10- Floating in the space Il brano è una vera e propria mini storia della musica in 5 minuti. Si parte con un'atmosfera sospesa, un vero fluttuare nello spazio come ci suggerisce il titolo della composizione. Tutto è giocato sul contrappunto tra i vari strumenti: rhodes, piano, sinth, ewi, percussioni e batteria. Poi la vertigine di una vista troppo dall'alto ... Sembra di aver ridato vita ad una nuova forma di progressive, più raffinato e moderno, dove l'arte dell'arrangiamento tocca nuove cime. Il giro di basso incalzante come non si sentiva da tempo, un doppio piano (elettrico e acustico) il sax tenore di Simone in una girandola di emozioni che finisce nell'esplosione violenta di un ewi impazzito, quasi un volo del calabrone che è in questa occasione il precipitare di un'astronave, rendono il brano un momento di musica altissimo! Bravi!
11- Springtime Il brano è esteticamente collocato nel punto giusto! Un momento di relax totale! Un respiro profondo dopo tanta energia. Un altro giro di basso che è una vera e propria contromelodia al sax soprano delicato e incredibilmente morbido di Simone con i suoi respiri, i suoi giochi d'ancia, i suoi fiati lunghissimi, il suo timbro delicato e pulitissimo. Un piano elettrico dal suono molto ricercato accenna qua e là poche note. Niente inutili virtuosismi! Perfetto! 
12- The seventies  Come finire un lavoro del genere? Difficile! Poteva accadere di tutto! E invece ancora un balzo, ancora un salto più in su a far intuire che in realtà c'è ancora moltissimo da raccontare. The seventies è un omaggio alla musica di tutti gli anni '70 ma in una veste ancora rinnovata. L'armonia e l'arrangiamento si distaccano da tutto il resto del disco pur non tagliando mai il cordone ombelicale e facendo sentire la mano che accomuna tutto con uno stile unico. Il brano è più asciutto e scarno pur mantenendo inalterata un'estrema cura per i suoni. Serioso e colto, ma anche elementare e scansonato il brano presenta momenti preziosi e attimi scansonati come il primo intermezzo dove un synth richiama la sirena di un film polizesco. Un morbidissimo solo di piano con una mano sinistra appena accennata, sottolineato dal basso di Cecilia cristallino e incisivo, anticipa quello di un sax alto veramente alto.
Bravi!

Speriamo di trovare al più presto in vendita questo lavoro in tutti gli store! Per ora il pubblico dei talking può "accontentarsi" delle preview su My Space! Appena avremo novità vi faremo sapere! 

JazzUp Festival