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Zingaresca al JazzUp: la musica di un popolo senza patria

Il violino di Elena Cherkasova ci racconta l'ETNIA TZIGANA

 

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"Dotati di un senso musicale d'incredibile profondità, certamente sconosciuto a qualsiasi altro popolo" - ha scritto Franz Liszt a proposito dei rom in un saggio del 1859 - gli tzigani sono un popolo in costante diaspora,senza precisa dislocazione geografica: un popolo senza patria. Questa decima edizione del festival "sopra il jazz" non si smentisce e presenta, così come annunciato ampiamente durante la presentazione della manifestazione, per venerdì 3 luglio una nuova "incursione d'attualità", proponendo un concerto caratterizzato  dalle tradizioni e dalla cultura del popolo nomade. "Zingaresca", la formazione di Elena Cherkasova in calendario per questa Xa Edizione della kermesse viterbese, ci guiderà così, in un "viaggio" nelle musiche dell'Est europeo.

 

 

 

Abbiamo incontrato la violinista russa leader del gruppo:

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(La violinista Elena Cherkasova e la figlia, la pianista Anastasiya Cherkasova, con Palo Mari alla chitarra, Ettore Fancelli alle percussioni e Nino Pellegrini al contrabbasso) 

Elena, da dove viene questa tua passione per la musica gitana?

Da piccola ho ascoltato questo genere sia in TV, sia per le strade, un genere molto amato dai dirigenti dell'ex Unione Sovietica. Credo che la musica tzigana, sia vocale che strumentale, esprima certamente uno stato di precarietà sociale eccezionale, che si riflette in profondità rendendola una forza unica. La Russia poi è una nazione-stato dove convivono 168 nazioni, da secoli, e proprio questo misto di culture, rappresenta la vera ricchezza di questo paese come per ogni musicista.

La fuga come una FONTE d'ispirazione?

 Si, una forza di disperazione, forse data dalla loro precarietà di vita che però il nomade percepisce ad una potenza diversa rispetto a noi.Sempre in viaggio, sempre in fuga, non per caso il violino e la chitarra sono gli strumenti più diffusi e adatti per la vita dei nomadi. Perfino Tolstoj e Dostoevskij hanno apprezzato la loro cultura: infatti si possono vedere i loro drammi nell'unico teatro al mondo il "Romen" di Mosca. Ma quando ascoltiamo il meglio della loro musica, riusciamo a sentire qualche eco del nostro passato  in comune con loro. 


Ci racconti la tua storia?

Ho iniziato lo studio del violino all'età di 6 anni in Tomsk, diplomata poi con il massimo dei voti e lode al Conservatorio di Chelyabinsk nel 1983. Da quella data ho lavorato come violinista in varie orchestre sinfoniche e da camera eseguendo concerti in varie città russe. 

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Ora da qualche anno in Italia, come ti trovi?

Si, sono stata docente di violino nella scuola musicale di Woodstock di Piombino ed in altre cittadine toscane. Attualmente insegno nella scuola comunale di Castagnetto Carducci. Ho suonato nell'orchestra sinfonica di Grosseto con i concerti in varie città d'Italia. E' stata una grande fortuna per me incontrare, in un Paese lontano dal mio, musicisti, curiosi e appassionati, che condividessero con me la passione per la musica, in particolare quella gitana.  Con mia figlia, la pianista Anastasiya Cherkasova, il chitarrista Paolo Mari, Nino Pellegrini al contrabbasso ed Ettore Fancelli  alle percussioni, è nato Zingaresca.

Questo progetto musicale unisce generi molto diversi...!?

Questi musicisti, con la loro formazione jazzistica, hanno apprezzato la bellezza della musica popolare, arricchendo e rinfrescando con la loro libertà e capacità di improvvisazione anche brani di musica classica (Tchaikovskij, Mozart, Brahms). Abbiamo provato a unire tutti i generi e gli stili ricreando così una musica bella e unica, tragica e gioiosa, la musica zingaresca...Vorrei concludere con ciò che Listz ha scritto dei musicisti tzigani: " I violinisti sembrano parvenze di sogno, i loro occhi avevano bagliori irreali di carboni ardenti, le loro mani si protendevano con avido desiderio verso l'invisibile e l'inafferrabile e verso la felicità che il cuore dell'uomo sempre cerca con esasperata frenesia e non trova se non per dei minuti, per dei secondi...".

 

Tutto è pronto quindi a Piazza del Gesù, dove asscolteremo brani della cultura russa come "Vengerka", "Odeskaij" e la celebre "Oci ciornie", alternati con i Balli Ungheresi di Brahms, il Rondò alla Turca di Mozart, ed altri della tradizione italiana, eseguiti in modo rispettoso ma "contaminato".
ASPETTIAMO NUMEROSI gli amanti della buona musica, venerdì 3 luglio con inizio alle ore 22.00.