Stampa

 

ANDREA BONIOLI 4TET

bonioli 0

Un jazz nuovo, originale, inteso soprattutto un linguaggio con il quale esprimere una propria poetica musicale. “Pop”, secondo lavoro di Andrea Bonioli 4Tet, va in quest’ultima direzione. Un'occasione per il pubblico di piazza del Gesù per entrare in contatto con una nuova dimensione musicale.

 

Andrea, puoi descrivere la tua musica in 3 parole?

bonioli 7

"Fedele, descrittiva, popolare. Fedele a sè stessa e alla mia poetica musicale, rimango legato all'idea "classica" della forma canzone in cui c'è sempre un "A" e un imprescindibile "B", quasi sempre a rappresentare dicotomicamente il chiaro e scuro, il maggiore e il minore, l'ansia e la serenità. Credo che ogni mio brano resti appunto fedele a questa idea antica di composizione, ogni tanto provo a concepire un tema fatto solo di A ma poco dopo sento l'esigenza di completarlo con un B.

bonioli 3

L'unica cosa che penso sia importante è solo che chiunque scriva musica di qualsiasi tipo debba essere fedele alla sua di idea, qualunque essa sia, indipendentemente dalla sua platea, poi certo se piace a più gente possibile è indiscutibilmente meglio! Ci tengo molto al rapporto tra l'artista e la sua composizione,diffido di chi critica ossessivamente i propri brani o non arriva mai ad una chiusura...forse perchè la sua musica non gli è fedele? Descrittiva perchè tutte le persone che ascoltano i miei brani mi dicono la stessa cosa, anche gli addetti ai lavori, e cioè che hanno visto delle immagini a cui legarle, che poi sarebbe il mio sogno quello di scrivere musica da film (accezione piuttosto vaga del resto..). Mi fa sempre molto piacere quando ciò accade, e anche quando mi dicono che ricorda questo o quello...non mi da affatto fastidio, anzi! Per popolare io intendo diciamo non ostica per chi la ascolta, amo la musica melodica, compiuta, con essa sono cresciuto ed è inevitabile scrivere musica che ti piacerebbe ascoltare di fatto..

bonioli 5

Non amo il Jazz un pò autoreferenziale, che diffida di una serie di accordi orecchiabili senza paura di non essere imprevedibile a tutti i costi..poi ovviamente in questo genere sono i musicisti che fanno la differenza, per come interpretano e contribuiscono a far veicolare il messaggio, in modo spontaneo..una volta suonato il tema poi deve succedere qualcos'altro, e non si può decidere prima nè mi sognerei mai di dare indicazioni di alcun genere a chi sta suonando con me..."

 

Cosa porterai sul palco del JazzUp?

bonioli 6

"Sul palco del JazzUp porterò il mio secondo lavoro con il mio 4tetto che si chiama "Pop "oltre a qualche brano del mio primo cd di qualche anno fa. Pop credo sia un disco piuttosto autobiografico, pieno di dediche, mentre il primo è un concept album sulla società odierna ( anche se oggi certe cose sono già desuete..).

Sono otto brani che a me piace chiamare canzoni perchè di quello di tratta, e perchè sono state ispirate a cose della mia vita che hanno o hanno avuto un senso.+

bonioli 8

Credo che tra i due ci sia una continuità anche se Pop si distacca ancora di più dallo swing; il primo disco mi dicevano che era poco jazz, per questo il secondo l'ho chiamato direttamente Pop!

Ovviamente non credo ad alcun tentativo di etichettare le cose, basta che siano genuine il resto conta di meno."

 

L'emozione più grande che hai provato sul palco?

bonioli 4

"Sicuramente la più forte emozione musicale della mia vita l'ho provata quando mi è capitato di lavorare con Roger Waters, una settimana con lui che mi chiedeva se potevo suonare qualcosa in un modo piuttosto che un altro, non avendo idea che cosa ha significato per me quello che precedentemente aveva scritto, sono stato in trance in quei giorni, un sogno che si realizzava...anche se comunque pure la primissima volta che ho suonato di fronte ad un vero pubblico con il mio primo gruppo a 15 anni, quella sensazione indescrivibile del prima e del dopo concerto, non decisi in quel momento che avrei fatto questo nella vita, poi invece l'ho fatto..."

 

DOMENICA 2 LUGLIO - Ore 21,00

ANDREA BONIOLI QUARTET: Pop Tour 2017(Jazz)

bonioli 2

Dove sta andando il Jazz? E’ questa una domanda sulla quale si arrovellano spesso i Jazzisti e jazzofili, cercando un’improbabile risposta che forse non ha senso di essere. C’è chi insinua che è finito negli anni 60, cioè con l’avvento delle nuove tendenze, rimanendo graniticamente ancorato al sound Bebop; chi sostiene che “…più strano lo fai meglio è…”; altri invece che semplicemente vedono nel Jazz soprattutto un linguaggio con il quale esprimere una propria poetica musicale. “Pop”, secondo lavoro di Andrea Bonioli 4Tet, va in quest’ultima direzione. L’accezione che l’autore dà alla famigerata parolina magica Pop, altro cavallo di battaglia di musicisti e musicologi, è pertanto ambivalente. Musicalmente le otto tracce rimandano ad atmosfere non prevalentemente swing bensì più Popolari, contigue a mondi sonori eterogenei, miscelando climax onirici con loop ritmici, anche ossessivi ma mai ostici. Emozionalmente, infine, con Pop l’autore si racconta in modo trasparente, come del resto tutti potrebbero fare qualora lo volessero. “ Non è forse la vita una serie di immagini, che cambiano solo nel modo di ripetersi?”( Andy Warhol).

On stage

Giuseppe Russo - sassofoni;

Nicola Guida  - pianoforte;

Daniele Basirico - contrabbasso;

Andrea Bonioli - batteria.